La parete ventilata è un metodo costruttivo che consente: A) maggiore risparmio energetico; B) maggior salubrità dell’edificio grazie all’eliminazione delle muffe; C) maggior speditezza nel montaggio del rivestimento esterno; D) maggiore economicità di gestione dovuta all’abbattimento dei costi di manutenzione dei rivestimenti esterni; E) maggior pregio dell’edificio dovuto all’utilizzo di lastre in pietra naturale che con la disomogeneità cromatica e le venature offrono molteplici possibilità di accostamenti.

Il risparmio energetico è dovuto ad una coibentazione più efficace rispetto al classico rivestimento esterno realizzato in laterizio o ad intonaco.

La creazione di una intercapedine tra parete interna e rivestimento esterno, dove l’aria fluisce naturalmente dal basso verso l’alto, generando l’effetto camino, elimina i residui e / o i ristagni di acqua ed evita, così, il crearsi di muffe.

I rivestimenti esterni vengono montati celermente alla parete interna tramite l’utilizzo di strutture meccaniche.

Nel tempo, le facciate realizzate in pietra non devono essere nuovamente intonacate  ne dipinte.

Dal punto di vista architettonico le facciate in pietra sono le più prestigiose.

 La parete ventilata si può schematizzare in:

  •          parete;
  •          isolante;
  •          intercapedine d’aria;
  •          struttura di sostegno;
  •          lastre in pietra

Questo sistema si può applicare sia su edifici esistenti che su edifici di nuova costruzione.

La struttura di supporto alle lastre in pietra naturale (sottostruttura metallica) deve essere progettata tenendo conto della funzione e del posizionamento dell’edificio (struttura sottostante in cemento e / o laterizio; situazione climatica, sismica, …)

Vantaggi

La temperatura ambiente ideale di un edificio è di circa 20°C, temperature maggiori generano un maggior utilizzo di energia mentre temperature inferiori provocano disagio.

La dispersione (caldo/freddo), per circa il 75% avviene tramite le pareti ed i tetti, per cui è fondamentale che siano realizzati affinché vi sia un effettivo isolamento termico del fabbricato.

Come funziona la parete ventilata

Perché una parete ventilata funzioni correttamente deve esservi uno studio in relazione alla morfologia dell’edificio stesso e dell’ambiente dove l’edificio stesso si trova (zona, forma edificio, altezza, variazioni climatiche,…)

La realizzazione dell’intercapedine tra le due pareti, interna ed esterna, consente al vapor acqueo di passare attraverso la parete ed essere eliminato grazie all’effetto camino (moto convettivo) generato nella camera d’aria, oltre ad una veloce eliminazione dell’acqua tramite evaporazione.

Durante il periodo estivo la parete ventilata blocca l’irraggiamento solare. Il calore,  per l’effetto camino, viene asportato senza surriscaldare la parte isolante e la parete sottostante.

Inoltre, questa camera d’aria, che isola le due pareti, impedisce all’acqua di penetrare verso l’interno sempre per l’effetto camino.

Eliminazione Ponti termici

Rivestire con l’isolante la parte esterna della parete interna consente a tutto l’edifico di conservare una temperatura maggiore a quella che diversamente si avrebbe ponendo il rivestimento all’interno della parete.

In questo modo, durante il periodo invernale, gli spazi interni hanno un clima omogeneo essendo maggiormente preservati dalle variazioni termiche anche in relazione alla pausa del riscaldamento nel periodo notturno.

Inoltre, questo sistema consentendo la posa dell’isolante sulla parte esterna della parete interna, praticamente senza soluzione di continuità, consente un notevole ridimensionamento al problema delle perdite di calore dovute ai ponti termici.

 

Schermatura alla pioggia

Il rainscreen è una proprietà tipica delle pareti ventilate.

L’acqua può penetrare all’interno di una parete se sono presenti tre variabili: a) l’acqua; b) una apertura; c) forza o pressione che faccia muovere l’acqua.

La tecnica del rainscreen, non essendo possibile eliminare la variabile acqua, si ottiene eliminando la variabile c) “la pressione differenziale che fa muovere l’acqua”. Si lasciando i giunti della facciata aperti consentendo la circolazione dell’aria dall’esterno verso l’interno della camera d’aria così che si equalizzi la pressione.

Protezione acustica

La parete ventilata, proprio per le sue caratteristiche, aiuta a respingere i rumori esterni infatti, la facciata esterna, i giunti, l’intercapedine, l’isolante termico e la parete interna consentono una protezione maggiore rispetto alle tradizionali tecniche costruttive. 

 

Ancoraggio delle facciata ventilata

Il sistema di ancoraggio è costituito da una pluralità di elementi che dovranno ancorare i rivestimenti esterni alle pareti dell’edificio.

Il sistema di ancoraggio può essere: a) “local fixing”, elementi puntuali; b) “spead fixing”, una orditura di ancoraggio.

Utilizzando il local fixing si rinuncia ad uno dei punti di forza della facciata ventilata, l’abbattimento dei ponti termici. Utilizzando elementi puntuali di ancoraggio, soprattutto con lastre di ridotte dimensioni si generano molti ponti termici che produrranno un aumento della dispersione termica.

Utilizzando lo speed fixing l'orditura è fatta da profilati metallici:

  • orditura primaria, disposti verticalmente e uniti ai cordoli dei solai tramite tasselli e/o piastre, utilizzando diversi sistemi di regolazione per tarare gli eventuali scostamenti di “fuori piombo”;
  • orditura secondaria, elementi orizzontali a sostegno delle lastre di rivestimento

Per utilizzare la soluzione  più idonea di ancoraggio si devono prendere i considerazione: altezza del fabbricato; ubicazione; prodotto utilizzato per il supporto; spessore e dimensione delle lastre; budget.

Il rivestimento

Ha la duplice funzione: di preservare l’edifico dagli agenti atmosferici, di rappresentare l’edificio dal punto di vista architettonico.

I requisiti richiesti sono: resistenza meccanica e sollecitazione termica; tenuta all’acqua; incombustibilità; inalterabilità estetica e fisica nel tempo; resistenza all’azione del vento; versatilità di messa in opera, manutenzione.

L’autonomia statica di ogni singola lastra  della facciata e l’eliminazione di malte e colle di fissaggio sono uno dei principi progettuali delle facciate ventilate.

Le lastre, non aderendo direttamente al supporto strutturale, secondo il proprio coefficiente di dilatazione possono muoversi liberamente e seguire i movimenti delle strutture portanti grazie all’elasticità degli ancoraggi.

I movimenti elastici tra il rivestimento e il supporto strutturale vengono assorbiti dalla previsione dei giunti, tramite libere dilatazioni senza che le lastre interferiscano tra loro.

Sistema dei giunti

Il giunto è lo spazio che divide il perimetro della lastra. Ha la funzione di consentire il movimento libero delle lastre generato dall’assestamento delle strutture di supporto o dalle eventuali escursioni termiche.

I giunti possono essere chiuso o aperto.

Giunto chiuso è quello che, pur consentendo il movimento delle lastre hanno un di stanziamento di circa 3 mm.

Questo tipo di giunto permette l’ancoraggio di lastre di piccole dimensioni e grande spessore.

Questa tecnica è consigliabile solo  per rivestimenti di edifici di dimensioni ed altezza limitate. Non è possibile utilizzare giunti chiusi per tutta la facciata visto che i movimenti della struttura, i cedimenti dei fissaggi unitamente alle deformazioni termiche possono portare alla rottura delle lastre oltre a sovraccaricare le staffe di ancoraggio.

Giunti aperti sono quelli che permettono un maggior movimento alle lastre, hanno circa 7 mm di di stanziamento e permettono l’utilizzo di lastre medio-grandi.

Con i giunti aperti i movimenti possono svilupparsi senza che vi siano contatti tra lastre contigue.

Altro punto a favore dei giunti aperti va la minor precisione nella posa in opera degli ancoraggi e nel taglio delle coste delle lastre dato che le imperfezioni possono essere eliminate dal maggior spazio tra le lastre adiacenti.

Montaggio lastre

L’ultima parte riguarda il montaggio delle lastre tramite clips che vengono inserite nei profili montanti e fissate tramite rivetti.

Tra la lastra ed il profilo si inserisce una guarnizione in gomma per evitare il contatto tra l’alluminio/acciaio evitandone le vibrazioni.

Qualora la struttura sia a scomparsa, questa procedura viene preceduta dal montaggio di profili orizzontali alle quale le lastre vengono assicurate tramite apposite graffe fissate al retro della lastra.

La dimensione delle lastre determina costi finali diversi

Più sono piccole le lastre e maggiore sarà la quantità di elementi per il fissaggio generando l’aumento dei costi della struttura e della posa in opera.

Nei sistemi con aggancio a scomparsa più è grande la lastra ed inferiore sarà il costo al mq delle lavorazioni con una riduzione, quindi, del costo di realizzazione.

Utilizzando lastre rettangolari è necessario considerare l’orientamento.

Se viene utilizzata una struttura con aggancio visibile conviene utilizzare lastre montando la costa lunga in orizzontale, visto che i montanti hanno lo stesso passo della lastra, quindi il numero sarà minore.

Diversamente se viene utilizzata una struttura con aggancio invisibile, quindi con correnti orizzontali, sarà opportuno montare lastre con la costa lunga in verticale, fissando le lastre ai correnti orizzontali il numero tende a diminuire.

1.     profilo scalare;

2.     staffa U;

3.     tassello;

4.     rivetto tsv;

5.     corrente orizzontale;

6.     piolo;

7.       rivetto tl

 

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